Vorrei scrivervi dell' industria 4.0, della Digital Trasformation, dello smart working, della smart city, . Ma non posso farlo. E' vero, l'Italia rispetto alle altre nazioni europee cresce meno. Vero è che stiamo subendo un cambiamento sociale che passa dalla mancanza di lavoro, che a sua volta passa dal modo nuovo di generare lavoro, che ancora passa da una politica produttiva nazionale che non esiste. Prima è stata smantellata l'industria pesante, poi quella che è rimasta è stata de-localizzata, quella che non è stata de-localizzata, è stata polverizzata rafforzando quello strato produttivo nazionale che trova il suo zoccolo duro nella Piccola Media Impresa (qualcuno in modo orrendo la chiama : P Em Ai) che a un certo punto, si è scoperta per nulla Digitale. Ma anche la grande impresa si è scoperta poco o niente Digitale.
Allora cosa sta accadendo? Sta accadendo che si sente tromboneggiare da ogni parte che: "se la tua azienda non è Digitale o non è orientata alla Digital Trasformation, è una azienda sfigata, non ha futuro"... e giù convegni pallosi sul nulla Digitale, e giù a dirti che devi avere la connettività veloce. Perché per alcuni, essere Digital vuol dire avere una connettività fast. Per carità, serve anche quella, ma non solo quella. Poi ci sono quelli che ti dicono: " guarda che per essere Digital non puoi prescindere dall'analisi dei BIG DATA"... dei Big Data? Ma scusa siamo una officina di precisione con dieci operai e tre impiegati, che Big Data analizzo? Non lo so, ma fa figo. Poi, ci sono quelli dello IoT (Internet of Things) l'internet delle cose. Anche in questo caso, giù con i convegni e lenzuolate di slide (dopo la quinta vorresti morire lì, alla settima sei abbracciato ad una croce). Si parla (giusto parlarne) come di una cosa che è lì, pronta da cogliere. Peccato che nessuno (pochi lo fanno) ti dica che non c'è uno standard definito, e finché non lo sarà se ne parlerà in abbondanza, si abbozzerà qualche progetto e ciccia. Comunque, quelli che ne parlano, sono quelli che vendono sensori o altra componentistica su cui sviluppare la soluzione IoT, pochi sono quelli che hanno la soluzione vera. Si parla di dematerializzazione (qui qualche passo è stato fatto), fatture Digitali che hanno eliminato il cartaceo, allora pensi: "ecco, almeno qui c'è qualcosa di Digitale", ma basta chiedere ad un carrier (quello che dovrebbe essere tra i più Digital) di apportare una modifica al tuo profilo, e questi ti chiede un fax di conferma. Basta andare all'anagrafe del mio comune per chiedere un permesso di sosta nelle aree blu (residenti), che l'impiegato ti chiede quattro fotocopie dei documenti e tu esclami: alla faccia del Digitale dematerializzato! Entriamo in azienda, il comparto ICT sembra in ordine, ci sono server protetti da firewall di ultima generazione, ci sono istanze nel cloud, e c'è pure una popolazione di device mobili... ops! Guardando bene, alcuni server hanno ancora win svr2003, i firewall non hanno rinnovato la mantenance quindi risultano non aggiornati, le istanze cloud si trovano presso un CSP (cloud service provider) che ha gli armadi in uno scantinato. I dati, dove sono i miei dati, come vengono trattati, chi è il responsabile? Bho! Questa domanda scatena un'altro acronimo GDPR. Anche in questo caso, tavole rotonde, meeting, summit, seminari in tutte le salse. Insomma un fermento, ma un fermento che nemmeno una tonnara nel momento topico. Tutti li appesi alle labbra dell'avvocato forensic di turno.
Dimenticavo, lo SmartWorking, quello che dovrebbe farti recuperare il tuo tempo, quello che dovrebbe migliorare la qualità della vita: lavori dove vuoi, quando vuoi, importante sono i risultati. I pilastri dello SmartWorking sono i device mobili (Smartphone, Tablet, notebook), questi movimentano montagne di informazioni aziendali, spesso tutte in chiaro, pronte per essere sniffate e rubate. Questi oggetti così come sono frequentemente amministrati prestano il fianco alle penetrazioni, sono crepe diventate voragini di un sistema. Quando questo lo fai notare, ti rispondono: "si, ma è solo la posta"... è solo la postaaa!? Vabbè!
Si parla di Digitale, è vero, il Digitale darebbe una forte spinta alla produzione e di conseguenza all'economia, ma prima di tutto Digitale dev'essere il nostro cervello, il nostro modo di pensare. Digitale è un modo di essere, di vivere. Digitale è un cambio di paradigma sociale, non è la rete che va veloce, quello è uno strumento. Digitale è il mio tempo che l' App per le note spesa aziendali mi fa risparmiare, non ho la rottura di balle a fine mese di fare un riassunto su un foglio di excel... tempo per me. Digitale è il mio parcheggio che pago col telepass, così non vado in giro a cercare i #gratasosta, con le tasche piene di monetine... tempo per me. Digitale sarebbe l'impiegato del comune (di conseguenza il comune) che visionata la mia patente, il libretto dell'auto e gli altri doc, mi rilascia l'autorizzazione a parcheggiare perché le altre info le trova nei suoi Big Data.. tempo per tutti. Digitale sarebbe il mio pensiero da imprenditore se tenessi aggiornato i sistemi operativi e altri strumenti informatici, perché ho consapevolezza che l'infrastruttura ICT è uno dei pilastri del mio business. Insomma, non basta dire Digitali per esserlo, bisogna pensare e agire Digitali, ma non è così semplice.
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