A proposito di #Taxi e #Uber
Avete sentito mai parlare di "organizzazioni
esponenziali?" Queste due parole rappresentano un paradigma, che racchiude
la gran parte del terremoto che da alcuni anni sta sconvolgendo
l'organizzazione internazionale del lavoro, sta rivoluzionando i mercati mondiali, e naturalmente anche quello
italiano. No perché, se parli di mercati mondiali sembra che le cose tocchino
solo gli altri, che tutto sia lontano da noi.
Ma qual è la "fonte energetica" di questo
paradigma? Alla base c'è la #tecnologia che si porta in spalla come una
scimmia, la #globalizzazione. Tecnologia e globalizzazione stanno scardinando
ferocemente e velocemente ciò che sono i punti fermi sul modo di produrre, di
lavorare, di creare business e posti di lavoro. Queste organizzazioni
esponenziali creano o cambiano totalmente i modelli di business in tempi così
veloci che la società, i governi e le
leggi che regolamentano hanno enormi difficoltà a tenerne il passo.
Cerco di racchiudere l'argomento al solo territorio
italiano. Sapete bene che il nostro tessuto industriale (industria pesante) è
praticamente scomparso. La fabbrica, la catena di montaggio non c'è quasi più,
e dove c'è, al posto di un essere umano è stato istallato un robot che fa il
lavoro di dieci persone con precisione e continuità di
"servizio". La nostra
produttività è sostenuta principalmente dalla MPMI (Media -Piccola- Micro
-Impresa), spesso troppo leggera per competere con i grandi.
Il fatto è che il posto di lavoro come l'abbiamo sempre
conosciuto, tra dieci anni (qualcuno dice anche prima) non ci sarà più. Tante aziende oggi spingono per il
telelavoro, evitando così di acquistare nuovi asset. Non bisogna dimenticare
che nel business quello che conta sono le performance, ma attenzione, se in
passato ci volevano anni e anni per creare modelli di business, oggi nel giro
di qualche mese emerge il nuovo modello che distrugge quello vecchio.
Gli esempi sono davanti ai nostri occhi, si chiamano: Uber,
Airbnb, Amazon, Foodora, Google, Netflix, i meta motori di ricerca come
Bookingcom o Edreams, banche solo on line, supermercati senza casse, e a seguire,
tutti quei sistemi economici preceduti dalla parola "Sharing" ...
sharing economy . Vi ho evidenziato solo alcuni nomi/situazioni, ma se provate
a verificare la loro area "operativa/distruttiva" vi renderete subito
conto del gigantesco impatto sul sistema lavoro. A questo, aggiungiamo la
globalizzazione e la forte competizione dei paesi emergenti. Le aziende che non
si accorgeranno di questo tsunami sono destinate a scomparire, oppure di loro resterà
solo la carcassa. Le regole di ingaggio
per i lavoratori sono cambiate e continueranno a cambiare. Nasceranno nuove
professioni che avranno bisogno di un
nuovo tipo di preparazione scolastica (la scuola non è pronta). Le parti
sociali (leggi sindacati) non possono far finta che ciò non esista (se usano
ancora il termine "salario", qualche difficoltà nel capire c'è). Il lavoro, il lavoratore, la società in
genere sono sempre meno solide, nel senso di infrastrutture
(uffici/sedi/strumenti), in questo modo sono più agili nell'adattarsi alle
variazioni continue, sempre più sfuggenti e più difficili da
regolamentare. E' inutile opporsi a questa rivoluzione che è più travolgente
(nel bene e nel male) di quella industriale. Quando tutti avranno capito o
accettato questo nuovo paradigma, potranno pensare di governarlo (forse),
creando nuovi modi relazionali tra essere umano, la società produttiva e quella
sociale. Il carnefice(inventore della tecnologia) diventa vittima. Non fidatevi di chi dice che la
parola cambiamento non significa nulla, non fidatevi di chi dice che la
situazione è risolvibile in poco tempo. Per concludere: è giusto ricordare il passato, ma prenderlo a
esempio è sbagliato.

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