Si potrebbe affermare
che oggi, oltre alle dinamiche sociali, cioè quelle che influiscono sulle
relazioni personali e non, anche quelle delle vendite sono diventate liquide (per
usare un termine cool), sono inafferrabili. Molto del nostro fare è basato su
strumenti che sono entrati prepotentemente e in modo subdolo nella nostra vita
privata e professionale. Gli attori principali di questa “liquidità” sono la
rete e gli strumenti di accesso, primo tra tutti, lo smartphone con le sue App, siano esse dedicate alla nostra
vita privata che a quella professionale. Questo strumento corredato
apparentemente di gadget, permette di relazionarci col mondo, eliminando la
mediazione.
Nel 1959 una signora di nome Anna Bonomi Bolchini, importa dagli USA un modello di vendita nato nel 1872 che fu il precursore della disintermediazione. Nasce in Italia Postalmarket
(sono certo che molti di voi lo ricordano con un leggero brivido). Il modello era basato su catalogo che
conteneva di tutto, in ogni casa ce n’era una copia. Postalmarket sviluppava un
fatturato di 300 milioni di euro (600 miliardi di lire) gestendo 45.000
spedizioni giornaliere. Una potenza commerciale che non aveva bisogno di
venditori o altre figure a cui siamo stati abituati in seguito. Il concetto di
vendita era giusto: arrivare al consumatore con prodotti di buona qualità e con
meno passaggi possibili, perché in fondo ciò che vuole il cliente è questo: un
buon prodotto e un prezzo giusto. Ma la tecnologia del tempo non aiutò molto quell'idea.
Dopo varie agonie, Postalmarket dichiarò fallimento nel luglio del 2015.
Nella tecnologia tutto
cambia in modo rapido. Le aree di R&D lavorano freneticamente per
sviluppare nuovi prodotti, pensano alla
loro evoluzione e al collocamento sul mercato nel più breve tempo possibile. Senza
questa visione strategica, tutto diventerebbe più immobile, i competitor
avrebbero la possibilità di riscattarsi modificando gli equilibri e le
posizioni che si credevano conquistate, ribaltando il successo in storia
passata. Colossi come Polaroid o Kodak sono scomparsi perché non hanno capito cosa
stava accadendo al mercato fotografico.
Da tempo, in modo
silente, grazie all'uso della tecnologia digitale sempre più pervasiva, si è
sviluppato un sistema di proposizione e vendita che ha stravolto le regole
d’ingaggio verso il mercato. Attraverso la tecnologia digitale molte aziende contraggono
la filiera distributiva, composta da intermediari quali: importatori, distributori, agenti di vendita, venditori in genere, figure marketing, supporto pre e post vendita e tanto altro. Infatti, per compensare il canale, i prodotti sono gravati da un ricarico notevole sul costo industriale, rischiando spesso di allontanarlo da quella soglia di prezzo accettabile per il cliente.
Inoltre, tenendo ben presente che: il primo che arriva al mercato ha vinto, diventa assolutamente mandatorio comprimere il time to market.
Inoltre, tenendo ben presente che: il primo che arriva al mercato ha vinto, diventa assolutamente mandatorio comprimere il time to market.
In questo scenario
composto da forze distruttive e destabilizzanti, è obbligatorio cambiare metodi
di relazione e proposizione per non subire il mercato, ma per costruire e
gestire. Il nuovo modello del sales manager che opera in un sistema
disintermediato deve diventare esso stesso un anello della disintermediazione.
Qui alcuni attori che
contribuiscono alla disintermediazione della vendita e non solo.
Amazon: Marketplace multi prodotto, tra poco anche food fresco
Bookingcom: metamotore di ricerca per alberghi o strutture ricettive
Skyscanner: metamotore di
ricerca per voli aerei
Apple portale online : vendita diretta prodotti
Cortilia: portale vendita diretta di frutta e verdura
Facile.It: metamotore per prodotti assicurativi
Casa24.it: portale per vendita e acquisto immobili
Made.com: portale per vendita prodotti di design
Uber: servizio di trasporto automobilistico privato.
Subito.it: piattaforma di annunci on line di ogni genere, tra
privati
Il venditore
tradizionale, ha sempre avuto il ruolo di intermediazione tra la sua azienda e
il cliente. Aveva il compito di: informare il mercato, portargli la novità tecnologica e supportarlo
nel post vendita. L’avvento delle tecnologie digitali e il loro largo uso,
impongono atteggiamenti diversi rispetto a quanto è stato fatto fino ad oggi.
Time to market.
È di fondamentale
importanza abbassare il TtM per imporsi al mercato prima dei concorrenti. Oggi
è possibile comunicare in tempi stretti l’esistenza di un prodotto/servizio per
mezzo di campagne mirate a clienti profilati, attraverso social networks o
altri strumenti, alcune volte invadenti ma efficaci.
Vendita di prodotti/servizi
La vendita è possibile
attraverso portali specializzati, da cui si può accedere semplicemente usando
un App (Amazon docet… con un solo
click compri). Oggi è possibile acquistare anche le auto.
Customer Relationship Management
Per mezzo della
piattaforma di CRM si può gestire i cliente in tutte le fase di pre e post
vendita.
Alcune piattaforme sono
totalmente ad uso gratuito, altre vengono erogate in modalità pay per use.
Le tre fasi descritte rappresentano
quelle che un tempo erano gli stadi
operativi del venditore. Oggi, attraverso gli strumenti a disposizione, si può
essere costantemente presenti sul desk del nostro cliente o potenziale tale a
costi contenuti.
Ma l’uomo è fatto anche
di centri emozionali, ed è qui che dovrà posizionarsi il nuovo... Digital Salesman.
Nuove forze distruttive stanno cambiando le regole d’ingaggio verso il mercato. Tante aziende stanno scoprendo oggi che esiste un
elemento che si chiama “cliente” e che verso di lui devono essere indirizzate tutte
le energie. È necessario cambiare il
modello organizzativo. Non è un problema di organigramma, ma di cultura
aziendale, di senso di appartenenza, di modi di comunicare. E’ importante la
formazione perché il cliente è diventato esigente... e i venditori d’assalto non
sono graditi.

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