E poi, sono molti gli amori pendolari che nascono sul mio tram. Come quella volta… però quella volta fu diverso. Erano le sette del mattino.
… Arrivando alla fermata, t’ho vista mentre tiravi la valigia, avevi l’aria di chi parte per non tornare più. Avanzi lentamente, pare che il peso di essa stia per schiacciarti. T’ho vista in difficoltà, scendo per aiutarti, arrivo vicino a te, non ci parliamo ma ci capiamo, i nostri sguardi si incollano. Sei salita, avevi quel profumo e quel sapore malinconico che hanno le persone che incrociano le storie sbagliate. Avevi quell'espressione bisognosa di stare lontano da tutti ma al tempo stesso desiderosa di essere stretta forte. Sì può desiderare di stare lontano e di essere stretta forte? Sono certo che in quella tua piccola e pesante valigia c’hai messo tutta la vita, sicuramente le cose speciali. Il tuo viso ha lineamenti morbidi e capelli neri come la notte, gli occhi aprono voragini e penetrano in profondità e la perfezione della bocca mi ipnotizza.
- Tutto bene?
Timidamente rispondi
- Si!
Le porte si chiudono e dopo un leggero scossone il tram riparte
C’è qualcosa di magico in quel tuo viso, nel tuo sorriso di giovane uomo. Sento il bisogno di parlarti, so che mi ascolterai.
- Mi chiamo Marta
- Io Giulio
- È pesante vero? Dice indicando il suo macigno
- Ho cominciato a infilarci cose, tante cose, senza rendermene conto,
poi si è fatto tardi e non potevo mettermi a svuotarla, dovevo prendere questo tram.
- Dove vai?
- Vado via, dove ancora non so. Per ora so che devo scendere alla fermata della stazione, sicuramente troverò un treno che mi porta via da qui.
Mi parla e mi guarda diritta negli occhi. La sua sembra una sfida.
- Forse scappo dalle mie angosce, dalla paura di diventare autonoma, di vivere la mia libertà senza vincoli, di essere indipendente. Vivo un fortissimo contrasto col mio carattere...un gran casino. Ho sempre voluto vivere la mia individualità, l’ho pretesa con forza. Ma è anche vero, che ho creato un legame forte con chi mi stava accanto, nei vari momenti della mia vita. Mi sono appoggiata a loro, mi sono fatta scudo della loro presenza rassicurante, ero certa che mi avrebbero aiutata, guidata e protetta. Questo è ciò che ho fatto inconsciamente e oggi ne pago le conseguenze.
- Perché dici a me questo, non sai nemmeno chi sono, ti ho appena detto solo il mio nome.
- Giulio, tu sei il nuovo e oggi sono qui accanto a te a curare le mie ferite.
Ci guardiamo a lungo. Lei stringe forte i manici della valigia, tendendo i tendini sul dorso della mano e gonfiando le nocche bianche. Sembra essere una presa di sicurezza, un punto che dà la certezza del sostegno.
- Ti ho dato un po' di me, sai chi hai davanti... aggiunge abbassando lo sguardo.
Il tram rallenta e ferma la sua corsa, davanti alla fermata della stazione.
Le porte si aprono, fuori una leggera pioggia cade.
- Mi dispiace che sia arrivata la fermata, avrei voluto essere io la tua fermata...
- Giulio, tu sei stato molto di più. Ciao.
Le porte si chiudono sbattendo e svegliandomi da quello che è stato… forse un sogno.
Sai che rileggendolo stasera ho pensato che le mie due borse (appositamente pesanti) sono un po come questa valigia:condizioni☺. E pututum! Questo pezzo mi piace tanto...☺
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