giovedì 2 gennaio 2014

Deriva ... estratto (2)




… Mia nonna Elisa, era nata nel 1947. Ha vissuto tutta la sua vita qui a Riva di Gittana sulle rive del lago, che a pensarci bene sembrava una specie di esilio. Per arrivarci c’è solo una strada che muore qui, per andartene devi percorrerla in senso inverso. Non hai scampo.
Nel 1970 sposò il nonno Luigi. Il nonno l’ho conosciuto solo attraverso le foto. Era alto e col viso un po’ scavato, impeccabile nel suo abbigliamento. Faceva il maestro elementare, dal loro matrimonio nacque mamma, ma la loro vita coniugale non funzionò sin da subito. La nonna mi ripeteva che il nonno le diceva: 


- hai la malinconia negli occhi, la malinconia di chi ha perso l’occasione della sua vita.

  [...] La grande facciata della casa col suo lungo balcone sono esposti a sud. Da qui si domina tutto il lago e nelle belle giornate di sole si riesce a vedere anche l’inizio dell’altro ramo.  Qui ho trascorso lunghi periodi della mia infanzia. Questa casa mi ha visto crescere, ridere, piangere e soffrire per qualche piccolo amore.


Cerco le chiavi del portone, la luce fiocca del lampione m’illuminazione appena il giusto per infilare la chiave. Lo scatto della serratura è forte, la porta si apre un pochino quasi volesse invitarmi ad entrare. Spingo appena ed entro. Un odore di chiuso e di cose vecchie mi schiaffeggia e mi travolge. Avanzo cauta, ma con gesto sicuro cerco e trovo l’interruttore, è lì vicino al mobiletto. Accendo la luce, in uno specchio appare la mia immagine di donna. Mi soffermo un momento davanti, giusto il tempo di realizzare che [...]

Mi ritrovo in un mondo d’altri tempi. I mobili di modernariato mescolato all'antico creano un ambiente vintage, rispecchiando quello che era il suo gusto. Sono certa che per lei era come  una specie di tana in cui rifugiarsi . La nonna non acquistava nulla che non avesse qualcosa di particolare. Le piacevano le cose belle, ma dovevano avere un loro stile, una loro anima. Mi siedo alla sua scrivania, accendo la lampada da tavolo e come in una scena teatrale, tutta la roba sul piano viene illuminata. Mi soffermo dando uno sguardo panoramico a quell'insieme di cose posate disordinatamente lì sopra. Tagliacarte d’argento, uno di plastica, penne di ogni tipo, porta penne, una tartarughina di pietra dura, una MontBlanc stilografica col pennino d’oro, un libro sulla solitudine, un calamaio, un modellino di barchetta a vela. [...] Un piccolo block notes, cui lungo tutto il bordo dei suoi fogli vi sono stampati dei piccoli fiori. Lì, su quel quadernetto scritto in piccolo e con bellissima grafia leggo: 


 ti amerò per sempre.



8 commenti:

  1. scrivi come Andrea Vitali... (La Silbe)

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  2. ....e che dovrei fare per avere tutto il libro??

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  3. devi chiederlo a Antony Greenhouse... a voce.

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  4. devi chiederlo a Antony Greenhouse... a voce.

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  5. Ah bene.....vorrà dire che attenderò l occasione giusta per farlo...mi toccherà aspettare 2 settimane...o vale anche una telefonata?

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  6. Anzi...sai che faccio? Aspetterò....però poi chiederò copia autografata dall'autore con tanto di dedica...
    A.

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