domenica 24 novembre 2013

Deriva ... (estratto)




… È mattino, gli schiamazzi fuori entrano prima in questa stanza, poi nei meandri del mio cervello ancora spento.Inebetita mi trascino per casa. Come un automa preparo la moka, apparecchio per la colazione –sempre la stessa tazza - metto da mangiare alla mia gatta che già si strofina tra le mie gambe scoperte. Il gorgoglio della caffettiera e il profumo del caffè riempiono il mio piccolo appartamento. Seguo l’aroma sino ad arrivare alla fonte. Lo so già che oggi sarà una giornata lunghissima. Guardo il caffè fumante, verso due cucchiaini di zucchero, il tintinnio del cucchiaino che sbatte nelle pareti della tazzina, accompagna il mio rimuginare. So anche, che se non consegno il pezzo per il giornale, questa volta dovrò cercarmi un altro lavoro...

- Okkei! 

Diamoci una mossa. Vestito o pantaloni? Vestito, ma quello morbido con piccoli fiori neri. Scarpe con tacco o senza ? Con tacco, ma non molto alto. Cintura? Si! Borsa? Quella grande in ecopelle scura. Trucco leggero… rossetto? No! Lucida labbra.

Come sempre mi ritrovo a rincorrere il tempo che cerca di schiacciarmi. Un ultimo sguardo allo specchio prima di uscire, infatti, ho i capelli che sembrano un cespuglio di rovi...
una sistemata, perfetto! Posso uscire, devo uscire. Ascensore... occupato, cinque piani a piedi... cazzo! Giù per le scale, l’unico rumore che sento è quello dei miei tacchi.

Attraverso la strada sopra pensiero, una bicicletta mi sfreccia davanti facendomi sobbalzare,accompagno il ciclista con un... vaffanculo!

È stata una notte agitata quella appena trascorsa. Non so se dovuto ai mojito e ai chupito di ieri sera, o alle cose che mi sono rimbalzate in testa per tutto il resto della serata. Ho addosso una certa eccitazione che persiste anche ora che non c'è più l'alcool. 

Una leggera vibrazione avverte l’arrivo di un sms: 
     ciao Adele,quando ci vediamo anche solo per un aperitivo? 
     A presto Monica.. 
     Rispondo e intanto frugo il pozzo senza fondo della
     mia borsa cercando le chiavi della macchina:

    ciao Monica ti chiamo io appena posso… presto. Ade


Finalmente salto in macchina e parto. La città a quest’ora è caotica. Percorro la circonvallazione lentamente a causa dei lavori per la corsia preferenziale dei  mezzi pubblici. Ogni tanto, il mio sguardo si stampa nello specchietto retrovisore centrale, che oltre a farmi vedere dietro, rispecchia la mia faccia stravolta.
La mia giornata  tipo somiglia ad una mano di gioco dello Shanghai… c’è un po’di confusione, infatti lo stecco nero, quello che vale di  più, è sempre sotto tutti gli altri colorati. Oggi è una di quelle giornate che vorresti vivere, vorresti fuggire, volare via col vento.  Ma, per fuggire insieme al vento bisogna essere leggeri, come  lui. Invece, ho uno zaino che pesa troppo, che mi impedisce il decollo...

Mi chiamo Adele Corso, ho trentadue anni faccio la giornalista precaria per alcuni periodici e un settimanale. Scrivo piccoli pezzi che non firmo, in alcuni casi scrivo il pezzo che pubblicano e firmano altri, una specie di ghost writer. Faccio questo mestiere da molti anni ormai e ancora non ho la speranza di poter affermare questa mia professionalità, diciamo con un contratto ufficiale...  
 

... segue








2 commenti:

  1. Sarebbe bello scoprire anche il resto.
    A.

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  2. Il racconto di Deriva, non posso pubblicarlo nella sua interezza (è un libro). Posso dirti che attraverso gli occhi di Adele e un diario della nonna, si percorrono 50anni di storia e un amore travolgente, che trova risposta in una frase che potrai leggere nell'altro pezzo che ho pubblicato. Grazie per avermi letto. :)

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