Appena
entro l'odore che mi travolge è quello di tabacco lasciato a macerare nello
Sherry. Il pavimento è sempre lo stesso, fatto di lunghe assi di legno levigate
dalle suole che l’hanno calcato. Mentre ci cammino sopra lo sento flettere e scricchiolare, a me piace tanto; è l'effetto del legno secco. Avevo
diciassette anni quando entrai qui l’ultima volta. Anche le luci sono sempre le
stesse, dopo tanto tempo nulla è cambiato. Ai lati del palcoscenico ci sono
ancora gli spot posizionati per illuminare il centro della pista. I colori
predominanti sono il giallo ocra, l’arancione, il rosso e il blu per saturarli
tutti. Sopra una pedana c’è ancora l’occhio di bue per illuminare nel dettaglio
le scene. E’ come se li vedessi, è come se ora, adesso, fosse quel giorno, anzi
quella sera.
…La musica è la black music di Otis
Redding, la canzone è I got dreams to
remenber…
Il fruscio della puntina sul disco rompe
la nuvola di fumo sospesa nell'aria. Appena le note riempiono la sala, cala il
silenzio e dal nulla appaiono loro. Lui fasciato dal suo abito blu scuro con
righe chiare e sottili, le scarpe sono lucide di vernice nera. La camicia
bianca, il colletto inamidato, la cravatta blu con un piccolo stemma al centro.
Il nodo è perfetto. Lei è bellissima nel suo corpo morbido, fasciato dal tubino
nero brillante di strass. Lei è la sensualità, il desiderio, il nostro sogno.
Il braccio sinistro di lui si posa dolcemente sul fianco di lei e con la sua
grande mano destra tiene la piccola di lei. Il contrasto tra le dita, quelle nere di lui e le bianche di lei è evidente.
Il fascio
di luce blu proietta le loro ombre schiacciandole a terra. La loro danza ha inizio.
Sinuosamente si muovono come un corpo solo. Seguo il ritmo della musica e il
loro ondeggiare che mi fa precipitare in quell'oblio di piacere. È come
galleggiare. Lotto col mio cuore, provo a dirgli che non può volere quello che non può avere.
Lei
avvicina la bocca all'orecchio di lui sussurrando: sei la cura a tutto ciò che mi hai causato.
Sono
tornato in questo posto dopo tanto tempo, ho rivisto me stesso, ma già ora
sento il bisogno di andarmene ancora.
Le luci
si spengono, cala il sipario e come un illuso rimango a fissarlo convinto che
possa accadere ancora qualcosa.

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