venerdì 29 aprile 2016

Tratto da: Tiscali... un sogno infranto



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Sono trascorsi tanti anni dalla fondazione di Tiscali. Il titolo è ancora quotato in borsa a meno di dieci centesimi per azione, (molto lontano dai milleduecento euro). tanti investitori, soprattutto i piccoli, non sono più riusciti a recuperare il capitale investito, sono usciti da questa esperienza con le ossa rotte. Ma si sa, investire in borsa, soprattutto su titoli giovani e in un mercato senza storia, è come giocare alla roulette russa.

Nel 2006 lasciai l’azienda. Quella per me,  fu la più bella di tutte le start-up della mia vita. Sono uscita percorrendo la camminata bordata di piante, il rumore che sentivo non era quello delle mie scarpe ma quello delle lacrime.  Ho lasciato una società agonizzante, che come un elefante ferito respira faticosamente aria e polvere, in attesa che arrivi quel cacciatore che saprà mirare e sparare dritto al cuore, cosi da portagli una morte rapida.

Da alcuni anni è iniziato lo spolpamento della carcassa..
Tutto ciò che è stato comprato, è stato venduto o svenduto con varie motivazioni per far fronte ai debiti contratti. Gli asset, che comprendevano il data center, i migliaia di chilometri di rete in fibra, quello che era il cuore di Tiscali, sono stati ceduti a Telecom. Anche il campus è stato venduto a Telecom e ora Tiscali paga l’affitto. Sono cose già viste, è la stessa Telecom che si comprò Video on Line. Così come uno stillicidio, sono state vendute le varie Tiscali sparse in Europa e tutte le aziende satellite di cui forse si era perso il conto. Piano piano il sogno è andato ridimensionandosi sino a svanire, sino a diventare un incubo. Quello che nacque da impegno, passione  e  amore, è finito in polvere.

Dopo questo mio viaggio nella memoria, mi rendo conto che il “visionario” non è mai stato un visionario,ha solo semplicemente copiato quello che altri avevano già fatto,prima Grauso con la sua VOL, poi Freecom col suo freeinternet. Copiare non è negativo, ma è saper prendere coscienza delle proprie mancanze per trarne spunto dal buono che viene ideato altrove. Avendo davanti a me i risultati di questa grande avventura, deduco che il pioniere non ha mai avuto grandi qualità di condottiero, spesso ha fatto scelte sbagliate di persone e strategie, portandoci allo sbaraglio. Forse non è un caso che io mi trovi qui, sul bastione, una delle fortificazioni più importanti della città. Come fosse quella dolina in cui il villaggio di Tiscali fu fondato. E’ una bella giornata di sole, i profumi e gli umori della città mi riempiono i polmoni. La mamma e il bambino sono andati via. All'ombra, vicino alla panchina e lì, una piccola bolla di sapone sfida la vita.

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