sabato 2 novembre 2013

Eri una chioccia






 C'erano figli che sbucavano da ogni angolo della casa. Tu chiamavi uno col nome dell'altro, tenere l'inventario di quelle creature era sempre un gran casino. Hai fatto una nidiata di figli, a maggioranza di sesso femminile… ma tutti bravi,- qualche riserva ce l’ho per chi ti scrive -.Vabbé! Per tutta la  vita hai lottato per condurre al meglio la tua  tribù, per far quadrare quei conti che non tornavano mai. Hai vissuto per anni al fianco di un uomo che ti voleva tanto bene, ma forse non te l'ha mai detto. Un uomo che pareva forte ma in fondo era più fragile di te. Non usava dire ti amo o ti voglio bene, o meglio, quando si diceva non era per riempire un vuoto, quando usciva era perché  il desiderio di dirlo diventava necessità. Oggi il ti voglio bene è un po’ buttato lì... ma non sempre. Ci hai educati al rispetto e alla gentilezza, perché "la gentilezza è la lingua che i sordi possono ascoltare e i ciechi possono vedere" (cit.). Eri come una chioccia con i suoi pulcini e anche quando questi sono diventati  polli  e galline, tu c’eri sempre. Ci sei ancora. Auguri mà! 

(se avessero ragione gli indiani dell'India, dopo tutti questi anni saresti maggiorenne )

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