venerdì 4 gennaio 2013

La lettera...


                                         


                                   Cara zia Giulietta,

Inutile chiederti come stai perché noi lo sappiamo già. Tutti noi qui al paese stiamo bene e in buona salute.  Giorgio il marito della Mirella è stato messo in cassa integrazione a zero ore, per passare il tempo fa delle grandi pescate alla cava e porta a casa trote, cavedani e carpe. Marta e Filippo i bambini della Giovanna, frequentano la quarta elementare. Sono molto bravi, ma costano un sacco di soldi. Umberto, Giuseppe e Giovanni continuano a mandare avanti la porcilaia e la vaccheria, producono molto latte, anche oltre il limite concesso dalla legge. Per questo hanno avuto tante multe di parecchi mila euro. Dario e Monica avevano avviato una nuova attività; un locale notturno, una specie di club privato. Sembrava che andasse tutto bene, ma un corto circuito ha scatenato un incendio che ha distrutto tutto. Ora vivono dalla zia Giuseppina che è invalida e con la sua pensione minima di vecchiaia non riesce mantenerli. I due ragazzi, Maicol e Terence, hanno deciso di partire per l’America e iscriversi all’Actor Studios di New York. Vogliono fare gli attori. Chissà cosa vorranno fare di mestiere per vivere. Io spero tanto che facciano i prestinai o i ragionieri, hanno frequentato cinque anni di ragioneria, mi sembra un peccato sprecare tutto quello studio. Per aiutarli, abbiamo chiesto un prestito alla banca di quindicimila euro da rendere in tredici anni.  Cara zia Giulietta, alcuni giorni fa ho incontrato il signor Paride, ti ricordi? Quello che vive nella via che chiamano: degli africani. Alcuni mesi fa è rimasto vedovo di sua moglie Dorina. Parlando con lui, mi ha confidato che si risposerebbe ancora o comunque convivrebbe, così, per avere un po’ di compagnia. Allora gli ho parlato di te. Mi è sembrato molto interessato e ne ho parlato con tutti gli altri parenti che hanno apprezzato la disponibilità nei tuoi confronti da parte del signor Paride. Così tutti noi abbiamo deciso di  mandare  la disdetta a La Casa del Sole, per intenderci la casa di riposo in cui ti trovi da dieci anni.  Noi non abbiamo più soldi per pagarla, quindi la convivenza con il signor Paride arriva proprio al momento giusto... a fagiolo. Perciò il 2 novembre, il giorno della festa dei morti, verrà a prenderti una lettiga che ti riporterà in paese, nella casa del signor Paride. Vedrai cara zia che lì, sul maso a 1300 metri respirerai tanta aria buona e potrai bere tanta acqua fresca, avrai la bella compagnia del signor Paride e inoltre, siamo certi che non vi mancheranno i pesci pescati alla cava e il buon latte di Umberto, Giuseppe e Giovanni.  Cara zia, spero che tutte queste notizie ti abbiano fatto piacere. Ti mando i saluti di tutti noi, di Suor Teresa, del nostro parroco Don Modesto, che ti ricorda con affetto nelle sue preghiere e spera sempre di vederti prima che tu venga chiamata da Lui. Ciao tua nipote Luigia

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