Cara zia Giulietta,
Inutile chiederti come stai perché noi lo sappiamo già.
Tutti noi qui al paese stiamo bene e in buona salute. Giorgio il marito della Mirella è stato messo
in cassa integrazione a zero ore, per passare il tempo fa delle grandi pescate alla
cava e porta a casa trote, cavedani e carpe. Marta e Filippo i bambini della
Giovanna, frequentano la quarta elementare. Sono molto bravi, ma costano un
sacco di soldi. Umberto, Giuseppe e Giovanni continuano a mandare avanti la porcilaia
e la vaccheria, producono molto latte, anche oltre il limite concesso dalla
legge. Per questo hanno avuto tante multe di parecchi mila euro. Dario e Monica
avevano avviato una nuova attività; un locale notturno, una specie di club
privato. Sembrava che andasse tutto bene, ma un corto circuito ha scatenato un
incendio che ha distrutto tutto. Ora vivono dalla zia Giuseppina che è invalida
e con la sua pensione minima di vecchiaia non riesce mantenerli. I due ragazzi,
Maicol e Terence, hanno deciso di partire per l’America e iscriversi all’Actor
Studios di New York. Vogliono fare gli attori. Chissà cosa vorranno fare di
mestiere per vivere. Io spero tanto che facciano i prestinai o i ragionieri,
hanno frequentato cinque anni di ragioneria, mi sembra un peccato sprecare tutto
quello studio. Per aiutarli, abbiamo chiesto un prestito alla banca di
quindicimila euro da rendere in tredici anni.
Cara zia Giulietta, alcuni giorni fa ho incontrato il signor Paride, ti
ricordi? Quello che vive nella via che chiamano: degli
africani. Alcuni mesi fa è rimasto vedovo di sua moglie Dorina. Parlando
con lui, mi ha confidato che si risposerebbe ancora o comunque convivrebbe,
così, per avere un po’ di compagnia. Allora gli ho parlato di te. Mi è sembrato
molto interessato e ne ho parlato con tutti gli altri parenti che hanno
apprezzato la disponibilità nei tuoi confronti da parte del signor Paride. Così
tutti noi abbiamo deciso di mandare la disdetta a La Casa del Sole, per intenderci la casa di riposo in cui ti trovi
da dieci anni. Noi non abbiamo più soldi
per pagarla, quindi la convivenza con il signor Paride arriva proprio al
momento giusto... a fagiolo. Perciò il 2 novembre, il giorno della festa dei
morti, verrà a prenderti una lettiga che ti riporterà in paese, nella casa del
signor Paride. Vedrai cara zia che lì, sul maso a 1300 metri respirerai tanta
aria buona e potrai bere tanta acqua fresca, avrai la bella compagnia del
signor Paride e inoltre, siamo certi che non vi mancheranno i pesci pescati
alla cava e il buon latte di Umberto, Giuseppe e Giovanni. Cara zia, spero che tutte queste notizie ti
abbiano fatto piacere. Ti mando i saluti di tutti noi, di Suor Teresa, del
nostro parroco Don Modesto, che ti ricorda con affetto nelle sue preghiere e
spera sempre di vederti prima che tu venga chiamata da Lui. Ciao tua nipote
Luigia

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