...Mancano pochi giorni alla fine di agosto, è una di quelle giornate in cui il caldo si attacca addosso e non ti molla. Nella stanza c’è un calore insopportabile, gli scuri alle finestre sono socchiusi, ma il sole fuori trova qualsiasi pertugio per far passare i suoi raggi e illuminare in modo disordinato la camera. Da oltre mezz’ora che cerchiamo di parlare, di dire qualcosa di sensato, ma la tensione per l’imminente distacco è alta, la paura di perdersi crea ansia, il pensiero di non vedersi più genera angoscia. I nostri sguardi sono persi negli occhi dell’altro.
- Sono stati giorni bellissimi quelli trascorsi con te.
- Io sono stato bene con te.
- Il solo pensiero di non vederti più mi fa stare male.
- Mi mancherai tanto, mancherai ai miei occhi ma non ai miei pensieri.
- Tienimi le mani e baciami…
Fu un bacio interminabile, uscii da quella stanza dopo aver ricevuto un pugno allo stomaco. Saltai sulla mia bicicletta e a tutta velocità iniziai a girare senza una meta. Piangevo, le lacrime rigavano il viso ma non cadevano, era come se volessero lenire il mio dolore.

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