L’inverno ormai morde forte, fuori nevica copiosamente,
anche il vento fa la sua parte passando attraverso gli infissi delle finestre. Nella valigia c'ho messo l’indispensabile,
giusto quello che mi serve per ripartire. Ho lasciato i rancori per fare spazio
alle speranze e alla vita che sono certo mi vuole ancora. Siamo lì, in piedi; i tuoi occhi su di me sembrano
lance, mi guardi. Fuori, nei vetri si schiantano i fiocchi di
neve, sciogliendosi subito dopo lasciando tracce che diventano micro rigagnoli.
Anche noi ci siamo… prima schiantati -questo è stato l’effetto del nostro
incontro-, poi, piano piano ci siamo sciolti finché di noi non è rimasto più nulla,
nemmeno la traccia. Adesso sono qui, penso ai pochi attimi che mancano al
momento che varcherò quella porta.
- Beh! Ciao, trattati bene.
Il peso della sconfitta mi aiuta a spingere la maniglia
verso il basso, il rumore sordo di metallo accompagna l’apertura della porta. Vado
fuori pensando che non sono io che vado,
ma sei tu che esci dalla mia vita.
- Beh! Ciao.

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