
... Dopo quattro scali internazionali, tre fusi orari e oltre 24 ore di volo filate, sono arrivato in questo posto giusto in tempo per beccarmi secchiate d’acqua. Sono le due del pomeriggio. A queste latitudini piove sempre per trenta minuti giusti nelle ore pomeridiane, ormai mancano dieci minuti alla fine del fenomeno inspiegabile. In attesa che smetta, sbrigo le pratiche doganali in questa piccolo “terminal” che è grande quanto il soggiorno della mia casa in Europa. Il poliziotto ai controlli mi chiede che cosa ho da dichiarare, naturalmente rispondo “nothing… I have only a few dollars"… e aprendo la borsa della mia macchina fotografica .. "and my camera equipment!" Mi chiede il motivo del mio arrivo in Papua: I came here to photograph Mr. Mutin your political .. con un cenno mi fa passare.. okay! Mentre vado oltre, noto che in fondo alla sua divisa perfetta, cioè nei suoi piedi, porta le ciabatte infradito. Ho un leggero sorriso. Esco dall'aeroporto, portando su una spalla la borsa della macchina, e sull'altra il mio fedele zaino. Vengo assalito dai tassisti, scivolo dentro il primo immergendomi in uno sbalzo di temperatura a meno venti gradi, gli dò un biglietto con su scritto l’indirizzo dell’albergo. La cittadina di Biak è piccola, ma graziosa. E’ circondata da una mini foresta pluviale, ha un porticciolo super affollato di barche multicolore con bilancieri ai lati. Il mio albergo, l'hotel Anggek , si trova proprio fronte mare, le camere sono tutte a piano terra con uscita verso la spiaggia di sabbia corallina finissima. La sistemazione è decorosa, un bel letto matrimoniale king size, un frigo bar ben rifornito (c’è persino una bottiglia di brut australiano,chissà com'è). C’è tutto quello che serve per passare una notte qui, domani un piccolo aereo mi porterà a Nabire. Mi spoglio e m'infilo sotto il getto caldo della doccia… ne ho proprio bisogno. Sto li sotto quasi senza muovermi, poi mi siedo a terra e mi lascio massaggiare dalle gocce d’acqua che mi cadono instancabili… Okkei!… Vado a fare un giro per il mercato che ho visto arrivando (com'è la gente del posto si vede nei mercati), non mi pare fosse lontano. Poi, andrò direttamente a cena. Mi asciugo, mi faccio la barba, una spruzzata di profumo. Mi trovo poco sopra la linea dell'equatore, l'umidità è alta, ho indossato dei pantaloni in tessuto tecnico color tortora scuro e una camicia di lino grigio scuro. Le scarpe sono quelle che mi accompagnano in tutti i viaggi, in ogni parte del mondo. Hanno la suola di cuoio e la parte superiore in pelle morbidissima. Diversamente non riuscirei a sopportarle quarantotto ore ai piedi. Naturalmente ho con me una piccola macchina fotografica compatta che uso in questi casi. Quando ti trovi tra i meridiani vicini all'equatore, hai giusto dodici ore di luce, perciò alle diciotto il sole è già calato. Ora è buio. Infatti, i venditori delle bancarelle hanno acceso delle piccole fiaccole per illuminare la loro mercanzia. In quel mercato c’è di tutto, pesci freschi, secchi, grandi, piccoli, radici, spezie, frutta, verdura, ventilatori, collanine, liquido da bere… non capisco che cosa sia, attrezzi per la casa, scarpe, ciabatte e tante altre cose utili e meno utili. Mentre giro, fotografo e osservo. Il mercato pullula di gente locale vestita alla buona, per la maggior parte scalza. Mentre guardo attraverso l’obbiettivo la vedo, è una donna “bianca”. In tutto il mercato gli unici occidentali siamo noi, io e lei. Mi avvicino (mi aveva già visto), le sorrido e con un guizzo di sfacciataggine le dico:
- it's just you and me...
Lei mi risponde :
- Si! Ci siamo solo noi…
Per un momento sono stato colto di sorpresa della sua risposta in italiano, ma ho rimediato con:
- poco male troveremmo sicuramente un tavolo libero per cena.
Il sorriso di lei è complice.
- Ciao mi chiamo Robert.
- Io Josephine... Mia madre era americana.
- La mia era una fan di Robert Redford.
Io le racconto perché sono li, lei mi racconta perché è in quell'incrocio di meridiani e paralleli.Va in giro per il mondo ad acquistare mobili etnici per una famosa catena di negozi europea, ripartirà domani alle dodici. Intanto che parliamo ci avviamo all'uscita del mercato. Mano a mano, il rumore di sottofondo del mercato scende, sento salire invece, la sintonia delle nostre frequenze. Parliamo di cose serie, osserviamo la gente del posto, ridiamo, ci raccontiamo un po'. Arriviamo in un piccolo ristorante sul lungo mare, non molto lontano dal mio hotel - che ho scoperto essere anche il suo - . Fuori dal ristorante c’è un piccolo parallelepipedo in legno, con i lati di vetro, all'interno sono esposti i pesci freschi, il cliente sceglie quello che gli piace, della grandezza desiderata e loro lo cucinano. Ne indichiamo due e chiediamo che vengano fatti arrosto nel modo locale cioè un po’ speziati. Nel ristorante ci siamo solo noi due, una leggera musica asiatica rende l’atmosfera magica. Parliamo di me, della mia età, della mia professione, dei miei milioni di chilometri fatti col sedere su un aereo, parliamo di lei, della sua età (in realtà non me lo dice ma ha circa quarant'anni… una decina meno di me), della sua professione, del mare, del vino, dei sentimenti, della musica, delle scarpe da donna e di quelle da uomo, di come dev'essere un uomo elegante e come dev'essere una donna sensuale. La differenza tra donna e femmina e tra maschio e uomo…
- Cosa ti piace di un uomo?
- Le mani, come cammina, come parla, come gesticola, come mi guarda, come mi tocca.
- E a te cosa piace di una donna?
- Come parla, come mi guarda, come cammina, come gesticola, come mi tocca.
Sfioro leggermente la sua bellissima mano curata. Lei mi guarda e stringe la mia mano nella la sua.
- Sto bene con te stasera.
Per tornare all'hotel camminiamo a piedi nudi lungo la spiaggia, è un piacere sentire i granelli massaggiarci i piedi. Ogni nostro passo che sfrega sulla sabbia intrisa di plancton realizza impronte luminose. Uno spettacolo bellissimo, specialmente per Josephine che non l’aveva visto mai. Ci troviamo proiettati nella sua stanza, nudi. Dentro noi una piacevole confusione. [...]
Molto molto bello anche questo....mi piace!!!!
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