... Navigo, navigo da anni in questo mare, a momenti piatto a tratti burrascoso. Ho varato la mia nave, venticinque anni fa. Era un piccolo vascello dalle dimensioni molto ridotte, solo sei led luminosi davano le informazioni sulla rotta. La stazione di controllo era basata su un dialer molto spartano, la sua grafica era ridotta al minimo indispensabile: un box su cui inserire il numero del PoP (che poi era il porto in cui volevo attraccare) e da lì esplorare. Con quel piccolo bastimento sono partito quando ancora in pochi sapevano cosa c’era oltre quei led e quello strano ronzio che confermava l'aggancio della rotta intrapresa. Dopo molti anni di navigazione ed esplorazioni, approdai in un’isola in cui erano stati istallati molti strumenti di navigazione e posati innumerevoli cavi per migliaia di kilometri. Approdai in quell’isola e... Circe mi stregò con i suoi ambienti reali: profumi, colori, suoni, sapori, le colline i mari e… Ma quello che mi stregò maggiormente fu un grande progetto che stava nascendo a cui sono stato invitato a partecipare. Si stavano progettando navi che avrebbero solcato i grandi mari, quelli virtuali, avrebbero cambiato la vita della gente; di tanta, tantissima gente. Il cantiere era localizzato vicino al mare. La sua struttura formata da tre imponenti parallelepipedi in pietre bianche e nere, tipo le antiche chiese pisane, si vedeva a miglia di distanza. Attorno, una piantagione di ulivi secolari. Gli uomini e le donne che vivevano nell’arsenale avevano uno spirito di conquista che si effondeva dagli sguardi e dai sorrisi, sapevano che la loro opera avrebbe cambiato il mondo. Oggi il mondo è cambiato, esistono bastimenti dai nomi più differenti: facebook - google ( cosa vorrà dire)*, tweeter – myspace – asmallworld – linkedin - hi5 – orkut – friendster – viadeo - xing – lastfm - livejournal - skyrock - bebo - Badoo – Netlog e altri. Tra questi ci sono grandi navi che, come Caronte traghettano anime senza pace e senza mondi; oppure piccole zattere in cui trovi te stesso o lo specchio di te stesso. Per questo le istruzioni invitano sempre ad avere a portata di mano i giubbotti salvagente.
*Non molti sanno che "google" è un gioco di parole che deriva dal termine matematico "googol", utilizzato per indicare un numero composto dalla cifra 1 seguita da 100 zeri. La parola è stata inventata da un bambino di nove anni…. Forse era dislessico.
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